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Il portafogli - pag. 3

⇐ vai a Pag. 2    Arrivato al paese, nella scelta tra vigili urbani e carabinieri decisi di recarmi alla caserma dei carabinieri, li sicuramente avrei trovato qualcuno di servizio.
C’era il piantone che mi guardò con due occhi… come per dire: “ma non te ne potevi stare tranquillo al mare? Cosa sei venuto a rompere a quest’ora.” Però dalla sua bocca usci come un lamento che più o meno interpretai così: “il maresciallo è dovuto uscire per servizio, io sono solo.... e mò che facciamo?”
Gli risposi: “E cosa vuol fare? Le lascio il portafogli e me ne scappo a fare il bagno.” Ribatte lui prontamente: "Noo! aspetti bisogna compilare il verbale!” Come per dire: sei voluto venire a rompere e adesso ti sistemo io.
“Ma no! Che verbale! L’ho portato solo per i documenti, soldi non ce ne sono, solo venti euro.” Risposi io cercando di sgattaiolare. “Aspetti! dove va? Venga qui! Le faccio UN BEL SERVIZIO!.... ci sbrighiamo subito!.... Mi appunto le sue generalità, il luogo del ritrovamento e un recapito telefonico casomai abbiamo bisogno.”
Il ritorno fu più traumatico dell’andata, mi trovai in una coda lentissima e infinita di automobili che andavano verso il mare.
Finiti i santi, i beati, i vergini, i martiri e quelli in odore di santità, bestemmiavo a vista quello che vedevo.

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L’incazzatura era al massimo, la domenica era rovinata e in aggiunta non avevamo neanche preso i venti euro nel portafogli!
Alle 9:30 passate, le probabilità di fare sei al superenalotto erano maggiori di quelle di trovare un parcheggio libero; non vi dico poi per trovare un posto in spiaggia dove appoggiare il telo da mare!
Appoggiammo l’armamentario in pineta, una decina di metri dal bagnasciuga, ci sciacquammo appena il sudore cinque minuti e andammo via di corsa perché il sole picchiava duro e mancava poco per mezzogiorno.
Selfie dell’andata: io felice e mia sorella nera di rabbia.
Selfie del ritorno: superincavolato e mia sorella sprizzava gioia da tutti i pori, secondo lei avevamo fatto un’opera buona e pia; sii! A quella str.... stupida che aveva perso il portafogli.
Da quella volta, niente più al mare la mattina presto e soprattutto, quando passo vicino a cumuli di spazzatura, sguardo alto e petto in fuori e se anche un portafogli dovesse sbattermi involontariamente vicino ai piedi e dovesse gridare: “prendimi, prendimi” lo lascio lì a morire di solitudine, spiaccicato sotto le ruote delle auto di passaggio.

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